Celle di Caprie

Secondo alcuni il nome deriverebbe dalla presenza di eremiti nei periodi passati: vi erano cioè le "celle" in cui si chiudevano gli asceti per la meditazione in solitudine.
Ma secondo altri, il nome di Celle sarebbe da mettere in relazione addirittura con quello della mai ritrovata citta celto-romana di Ocelum.
Essa viene citata nel " De bello Gallico" di Giulio Cesare.
Questo luogo fu probabilmente abitato fin dalla preistoria non a caso si sono formate numerose leggende, tra cui la più famosa riguardante la costruzione
della Sacra di San Michele , il monumento simbolo della Regione Piemonte.
La Sacra sorge sul monte Pirchiriano, ove probabilmente già erano presenti
fortificazioni e culti pagani al tempo dei Celti e dei Romani.
Va sottolineato che tale monte si trova proprio di fronte a quello di Celle, chiamato monte Caprasio.
Si narra che il fondatore del primo nucleo della Sacra, San Giovanni Vincenzo, visse come eremita a Celle.
Un giorno,nel 987, durante una meditazione quotidiana, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'ordine di fondare una chiesa.
Egli raduno a Celle il materiale neccessario e con le sole proprie forze cominciò la costruzione della chiesa.
Nottetempo il materiale da costruzione da lui faticosamente ammassato veniva però miracolosamente trasportato da folle di angeli in volo verso il fronte opposto della valle, sulla cima del monte detto allora Porcariano, il quale si infuocò per illuminare l'apparizione dell'Arcangelo nell'atto di indicare con insistenza quella vetta, e non altre.
Al monte fu dato poi il nome più consono di Pirchiriano, che mutuava la sua etimologia dal fuoco dell'apparizione.
Questa è l'origine del nome Pirchiriano secondo Samuel Butler nel suo " Alps and Sanctuaries of Piedmont and the canton Ticino "che significherebbe FUOCO DEL SIGNORE. A consacrare la chiesa venne invitato il vescovo di Torino: anche egli assieme alla popolazione
di Avigliana vide il globo di fuoco sul monte Pirchiriano.
Venne decretato un monte sacro pari al Sinai.
Secondo la leggenda il vescovo di Torino Amizzone che aveva pernottato ad Avigliana per salire all'indomani sul Pirchiriano e consacrarvi il piccolo oratorio venne svegliato dalle grida della gente uscita dalle case per guardare il fuoco che divampava sulla vetta del monte.
Il vescovo raggiunse in fretta la cima e vide una trave dardeggiare di fuoco sopra la cappella ed intorno una corona di angeli con abiti pontificali e bianche colombe svolazzanti: entrato nell'oratorio trovò i lumi accesi, le pareti rocciose unte di sacro crisma, il pavimento asperso di cenere e l'altare costruito dagli angeli grondante olio con soave profumo di balsamo, quindi asciugò l'altare con candita tovaglia e vi celebrò l'Eucarestia.
La chiesa dell'Arcangelo San Michele resterà per sempre "La Sacra" ossia "La Consacrata" per eccellenza con il privilegio unico di essere stata santificata non dal crisma episcopale, ma dall'olio sparso da mano angelica sulla roccia della santa montagna.
Nelle leggende esiste sempre un fondo di verità.
La prima è senza dubbio che Celle fu un luogo di eremitaggio.
Ciò è comprovato dalle numerose grotte e ripari naturali della zona .
Ma tali ripari erano già stati utilizzati ben più anticamente. Infatti la grotta dove si presume abbia vissuto Giovanni Vincenzo fa ora parte della chiesa di Celle.
Addirittura all'inizio dell'800, quando furono eseguiti dei lavori in chiesa, vi furono dei ritrovamenti preistorici, ossa, teste di cinghiale e di orso, mole per il grano, fondamenta di edifici, tombe ecc.
Probabilmente dalla preistoria a San Giovanni Vincenzo, le grotte di Celle non smisero mai di essere luoghi abitati e di culto.
Inoltre, i fuochi sul monte Pirchiriano forse potrebbero riferirsi all'antico uso di fare segnalazioni visive dalla sua cima, per scopi militari e di comunicazione. Racchiuso in una grotta naturale troverete un oratorio dedicato all'eremita San Giovanni Vincenzo.Si trattava del Vescovo di Ravenna che, lasciata la diocesi,
venne quassù per dedicarsi alla vita contemplativa.

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